Flash mob in biblioteca
Sfogliando i quotidiani come ogni mattina, mentre il mio sguardo vagava perso tra titoloni sulla dilagante crisi economica, sociale e ormai politica in cui versa l’Italia (e non solo, si direbbe infatti in ottima compagnia…mal comune mezzo gaudio?sigh!) un piccolo trafiletto ha catturato il mio interesse, sicuramente di parte, su una singolare forma di protesta attuata dai cittadini americani all’interno delle biblioteche pubbliche e private contro i tagli previsti dal loro governo. La nuova frontiera della protesta da parte del mondo culturale sembrerebbe essere infatti il Flash Mob. Con il termine flash mob (dall'inglese flash - breve esperienza e mob - moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita di breve durata per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari.
Questo è proprio quello che è successo in diverse biblioteche degli Stati Uniti per poter protestare contro i tagli che costringeranno molte di esse a chiudere. Questa particolare forma di protesta è stata scelta per far capire al governo che le biblioteche pubbliche locali sono una risorsa e che godono della stessa popolarità "nascosta" dei "divi" della musica del cinema. E che "tagliare" questa risorsa significa impoverire, anche in termini di creatività e cultura, il popolo americano.
Incuriosita ho ricercato nel web altre manifestazioni simili e stupita ho scoperto che questa forma di protesta è stata praticata anche da una biblioteca italiana o meglio dagli utenti di una biblioteca pubblica di Caserta che datisi appuntamento all’esterno della struttura hanno dato vita ad un flash mob leggendo ad alta voce brani tratti da libri e questo per poter far sentire la loro voce sulla chiusura della stessa biblioteca che li privava di un luogo di studio, di cultura, di informazione. L’esempio di Caserta sembra non essere l’unico,girovagando sempre nel web ho infatti rintracciato un video in cui si riprende proprio un flash mob girato all’interno della Salaborsa di Bologna.
Biblioteche aperte ad ogni forma di manifestazione dunque…direi che è davvero interssante!
Bibliomeeting e Ass. Eulide presenti su Facebook

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XIII Workshop di Teca del Mediterraneo
Si è svolto anche quest’anno l’ormai tradizionale Workshop organizzato da Teca del Mediterraneo nell’accogliente struttura di Villa Romanazzi Carducci. Giunto ormai alla XIII edizione, il Workshop, come ogni anno, ha rappresentato un occasione importante nel panorama culturale, un momento in cui poter discutere su temi legati al Knowledge e ai suoi operatori. In particolare quest’anno Teca del Mediterraneo, scegliendo di trattare un argomento come quello dell’educazione informale, ha sicuramente centrato uno degli aspetti più interessanti e attuali circa il ruolo che le biblioteche e tutti i centri di formazione e informazione possono e devono rivestire all’interno della nostra società.Tema e titolo del workshop è stato infatti "La biblioteca che fa educazione informale: alfabetizzazione, informazione, formazione, aggiornamento". Per educazione informale si intende una formazione che avviene al di fuori degli schemi istituzionali e scolastici, attraverso corsi o laboratori realizzati da enti, istituti, biblioteche, organizzazioni culturali, centri di documentazione, e rivolti ad una fascia di utenza sempre più vasta. Si è affrontato quindi il concetto di “life long learning” ossia di una forma di apprendimento che dura tutto l’arco della vita e che non avviene grazie ad organizzazioni istituzionali ma in luoghi, appunto, informali come possono esserlo le biblioteche.Le biblioteche, dunque, così come tutti le organizzazioni culturali, nel secondo decennio di questo secolo si ritrovano a dover affrontare una nuova sfida ossia quella di non limitarsi ad essere istituti dediti alla sola conservazione e valorizzazione dei beni ma aprirsi completamente alla propria utenza offrendo laboratori, corsi di formazione, lezioni che possano appunto favorire un tipo di “formazione permanente”. Si afferma il concetto di “Teaching Library”, non più una biblioteca che solo conserva ma una biblioteca che insegna.Un evento, dunque, quello del Workshop di Teca, che continua ad essere al centro dell’interesse di tutti gli operatori della conoscenza e anno dopo anno vede coinvolti sempre più rappresentanti di biblioteche nazionali ed internazionali e un gran numero di studiosi e di pubblico. Del resto i numeri sono molto eloquenti: 32 relatori, di cui 11 provenienti da biblioteche estere del mediterraneo, oltre 300 partecipanti, un forte interesse da parte della stampa e dei media, importanti presenza istituzionali, 26 stand in rappresentanza di altrettanti editori che non volevano mancare a questo evento. Un nuovo successo, dunque, per Teca del Mediterraneo a cui, ne siamo certi, ne seguiranno moltissimi altri.
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